Risorsa Mare 2026: economia blu vale 225 mld
Nel 2024 l'Economia del Mare ha generato 78,9 miliardi di Euro di Valore Aggiunto e, grazie a un effetto moltiplicatore di 1,8, ha attivato complessivamente 224,8 miliardi di Euro nell'economia nazionale, pari all'11,4% del PIL italiano. Il settore impiega circa 1,1 milioni di persone, con una crescita stimata del 7,1% nel 2025, trainata soprattutto dal Sud Italia.
È quanto emerge dai dati della quarta edizione del Libro Blu “Risorsa Mare”, studio strategico realizzato da TEHA Group a supporto della programmazione del Piano del Mare, presentato alla giornata di apertura a La Spezia della manifestazione Forum Risorsa Mare .
Tra i dati principali: nel 2025 l'import-export marittimo di merci è calato del 2,3%, ma i trasbordi sono cresciuti trainati dal Sud Italia (+10,4% sul 2024); il costo dei noli resta doppio rispetto al 2023 (+30,5 milioni di Euro per grande nave). L'ETS marittimo, in revisione, è già costato oltre 1,5 miliardi di Euro al settore, mentre gli investimenti nel bunkeraggio potrebbero generare 45 miliardi di Euro di Valore Aggiunto entro il 2050. Nell'industria armatoriale l'Italia scivola nel 2026 al 5° posto UE per flotta navale (dal 2° del 2025). La cantieristica navale segna un export record di 10,4 miliardi di Euro nel 2025. La filiera subacquea vale 3,9 miliardi di Euro di fatturato e 932,3 milioni di Valore Aggiunto. L'Italia è prima in UE per trasporto marittimo di passeggeri (93,5 milioni movimentati nel 2024, con 14,4 milioni di crocieristi nel 2025) e 1ª nel Mediterraneo per numero di marina e approdi turistici (554), pur con immatricolazioni nautiche in calo del 22% tra il 2015 e il 2024. L'Italia si conferma inoltre prima in UE per porti di rilevanza europea, ma resta indietro nella connettività intercontinentale.
“La crescente centralità del mare nelle politiche economiche del nostro Paese, se da un lato premia gli sforzi compiuti dalle nostre imprese, dall'altro ci pone di fronte a sfide sempre più complesse,” ha spiegato Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e per le Politiche del mare. “Dalla dimensione subacquea alla transizione energetica, dalla competitività dei nostri porti alla formazione di nuove competenze, l'Italia ha tutte le condizioni per consolidare il proprio ruolo di grande Nazione marittima”.
Per Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti e TEHA Group, “l’Economia del Mare è un settore poliedrico, che interseca tanti altri settori portanti del nostro Paese e che – in un quadro internazionale complesso – sta mostrando grande resilienza”. “Il ridisegno delle rotte globali, la transizione energetica, la tutela delle infrastrutture subacquee e la crescente competizione internazionale impongono all'Italia di creare le condizioni affinché la capacità di anticipare continuamente le sfide del futuro diventi parte del lavoro da svolgere, sia per le imprese sia per le Istituzioni”.






