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Grandi yacht, oltre 2.000 unità in Italia

 


Ha superato quota 2.000 la flotta di grandi yacht che nella stagione 2026 ha operato lungo le coste italiane, utilizzando gli ormeggi dei porti nazionali e i servizi degli agenti marittimi. È il dato emerso dall’analisi preventiva di Federagenti, che rileva una crescita del 10% per le imbarcazioni di proprietà e un andamento sostanzialmente in linea con l’anno precedente per gli yacht in charter. 
Secondo l’associazione, il risultato si inserisce in un quadro di diversificazione della presenza tra Tirreno e Adriatico. Nel versante adriatico si registra una netta prevalenza di imbarcazioni utilizzate direttamente dagli armatori proprietari. 
«Un risultato straordinariamente positivo – sottolinea il Presidente della sezione yacht di Federagenti, Fabrizio Palombo – che evidenzia la capacità di attrazione delle coste italiane e conferma una diversificazione di utenza fra Tirreno e Adriatico, con una netta prevalenza nel secondo di imbarcazioni utilizzate direttamente dagli armatori proprietari». 
L’analisi considera i grandi yacht superiori ai 35 metri e rileva anche il costante incremento delle unità oltre i 100 metri. Tra le aree di maggiore presenza si conferma la Sardegna, indicata da Federagenti come una delle destinazioni caratterizzate da una forte attrattività anche nella stagione in corso. Il quadro degli arrivi risente inoltre della situazione geopolitica internazionale. 
«Ma il dato deve essere anche inquadrato – prosegue Palombo – nella situazione geopolitica internazionale, che ha azzerato una volta di più la presenza di crocieristi russi, sommata a sostanziale tenuta delle presenze dal Medio Oriente, e a un approccio prudente da parte degli americani». 
Sul fronte delle recenti polemiche seguite ad alcune dichiarazioni emerse dall’assemblea MYBA (Mediterranean Yacht Brokers Association), Federagenti prende posizione per chiudere il confronto. Palombo definisce quelle dichiarazioni «quantomeno improvvide» e richiama il quadro professionale nel quale operano gli agenti marittimi italiani. 
«Non intendiamo farci trascinare in polemiche – sostiene – che nuocerebbero a tutto il settore in primis a chi le ha innescate. La qualità e la correttezza degli agenti marittimi italiani non è solo “sancita” per legge da un codice di condotta professionale che tutela i nostri principales ponendoli proprio al sicuro da comportamenti non corretti; è testimoniata quotidianamente dalla fiducia che armatori e società di charter ripongono nella qualità del servizio che noi garantiamo e nella correttezza dei rapporti che intercorrono da anni senza crepe e fuori dai sospetti che alcuni vorrebbero insinuare, per altro, e dovrebbero saperlo, innescando un curioso effetto boomerang».
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