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Da campo di fortuna a scalo internazionale

 

Aeroporto di Salerno Pontecagnano 100 anni. G. Conforti-A. Mignone. Arci Postiglione 

Generoso Conforti e Alfonso Mignone firmano il volume che ripercorre un secolo esatto di storia dello scalo aeroportuale di Salerno, dal 6 agosto 1926 a oggi. 
Il libro si apre con la genesi dell'infrastruttura: un contratto di fitto tra il Comune di Montecorvino Rovella e la Sezione del Genio Aeronautica di Napoli per un terreno in località Difesa Nuova, all'interno del più ampio "Antico Stato di Montecorvino". Gli autori ricostruiscono, al proposito, anche la lunga contesa territoriale tra i comuni di Montecorvino Rovella, Montecorvino Pugliano, Pontecagnano Faiano e Bellizzi, risolta solo con sentenze della Corte d'Appello e della Cassazione che assegnarono l'area al comune di Pontecagnano Faiano. 
Ampio spazio è dedicato al periodo militare: il campo, istituito ufficialmente nel 1928 e intitolato al Generale Mario Martucci nel 1933, divenne sede della Scuola Nazionale di volo senza motore nel 1938 e, dal 1940, di una Scuola di Pilotaggio della Regia Aeronautica sotto la guida di Orfeo Mazzitelli e Gaetano Nunziante, che formò 298 piloti da caccia. A questa fase risale anche l'hangar progettato da Pier Luigi Nervi tra il 1940 e il 1942, capace di ospitare 46 aerei da caccia, oggi oggetto di studi per il recupero culturale. 
Un capitolo è riservato al ruolo dello scalo, identificato militarmente come "Aeroporto 372", nello sbarco alleato del 1943: obiettivo strategico per l'Operazione Avalanche, fu occupato dal 64° Reggimento Panzer tedesco e divenne utilizzabile dagli Alleati solo dal 20 settembre di quell'anno, dopo la neutralizzazione delle artiglierie tedesche sulle colline circostanti. 
Gli autori raccontano poi il dopoguerra, segnato da un uso agricolo e pastorale della pista, e la lenta rinascita civile: dalla riapertura dell'Aero Club Salerno nel 1952 al passaggio delle competenze dal Ministero della Difesa al Ministero dei Trasporti nel 1963, fino alla costituzione del Consorzio Aeroporto Salerno-Pontecagnano nel 1981 e agli adeguamenti tecnici degli anni '80 e 2000 (asfaltatura e allungamento della pista, codice ICAO "LIRI", nuova aerostazione nel 2007). 
Un capitolo dal taglio più narrativo è dedicato all'atterraggio di Jacqueline Kennedy dell' 8 agosto 1962, documentato con foto d'epoca: un episodio che, secondo il libro, rese lo scalo "famoso per un giorno" a livello internazionale e ne anticipò la vocazione turistica verso la Costiera Amalfitana. 
Il racconto si chiude sul presente: l'integrazione con l'hub di Napoli-Capodichino sotto la gestione unica GESAC, promossa dall'ENAC, l'allungamento della pista a 2.000 metri, la riapertura al traffico internazionale l'11 luglio 2024 con Volotea, EasyJet e Ryanair, la ridenominazione del 2025 in "Aeroporto Internazionale Salerno-Pontecagnano-Costa d'Amalfi e del Cilento" e l'inaugurazione, nel luglio 2026, del nuovo Terminal di Aviazione Generale. 
Oltre alla cronaca storica, il libro propone una lettura dello scalo come leva di sviluppo per il Mezzogiorno: gli autori lo definiscono un "key-driver" economico non solo per la provincia di Salerno, ma per l'intera area che comprende Irpinia e Lucania, con effetti su occupazione e logistica. Nella visione descritta, l'aeroporto è chiamato a decongestionare Napoli-Capodichino e a fungere da porta d'accesso turistica per Paestum, Velia, il Cilento e la Costiera Amalfitana, oltre che canale di uscita per i prodotti agricoli del territorio. 
Il volume dedica infine spazio al nuovo terminal inaugurato nel 2026, descritto dagli autori come un progetto pensato per integrarsi nel paesaggio mediterraneo attraverso spazi modulari e coperture che richiamano la cultura e la luce locali. 
La ricerca si basa su fonti d'archivio (Archivio di Stato, Biblioteca della Camera di Commercio) e testimonianze dirette, tra cui quella del pilota Mario Montefusco, oltre a dati aggiornati al 2026 forniti dall'associazione Fly Salerno.
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