India, piano per 100 nuove navi in cinque anni
L’India punta ad aggiungere 100 navi alla propria flotta mercantile nei prossimi cinque anni per ridurre la dipendenza dagli armatori esteri e trattenere una quota maggiore della spesa per i trasporti marittimi internazionali. Il piano è emerso dal primo Sagar Samvad, il confronto organizzato dal National Shipping Board (NSB) a New Delhi, nel quadro degli obiettivi fissati dalla Maritime India Vision 2030 e dalla Maritime Amrit Kaal Vision 2047.
Da quanto emerso dall’incontro, l’India spende circa 75 miliardi di dollari l’anno in noli a favore di compagnie di navigazione straniere per il trasporto di merci considerate strategiche, tra cui greggio, gas, carbone e urea. L’ampliamento della flotta nazionale viene quindi indicato come uno degli strumenti per rafforzare la capacità del Paese di gestire direttamente una quota maggiore dei propri traffici marittimi.
Il programma si basa su una roadmap articolata in cinque pilastri: riforma fiscale, garanzia della disponibilità di carichi, accesso a finanziamenti competitivi, semplificazione normativa e miglioramento dell’ease of doing business. Secondo il confronto promosso dall’NSB, l’adozione di queste misure potrebbe favorire l’ingresso di 100 nuove navi nella flotta indiana entro cinque anni.
Uno dei principali ostacoli evidenziati dagli operatori riguarda il differenziale di costo tra navi battenti bandiera indiana e quelle registrate all’estero. Secondo i partecipanti al panel dedicato all’incremento del tonnellaggio nazionale, operare sotto bandiera indiana può risultare dal 16% al 20% più costoso rispetto a una bandiera estera.
Il divario sarebbe legato, tra gli altri fattori, alla fiscalità applicata all’importazione e alla manutenzione delle navi, alla tassazione sui salari dei marittimi, alle imposte sui noli e al maggiore costo del capitale sul mercato domestico.
Gli armatori indiani devono inoltre confrontarsi con il meccanismo del Right of First Refusal, che prevede la possibilità di assegnare determinati carichi a operatori nazionali, ma a condizioni competitive rispetto alle offerte estere.
Il primo Sagar Samvad ha affrontato anche il tema della forza lavoro marittima. Il governo intende aumentare la capacità di formazione, rafforzare la collaborazione con l’industria, ampliare i percorsi di inserimento professionale e sviluppare competenze per segmenti emergenti come il cruise shipping e la cantieristica avanzata. Tra le priorità indicate figurano anche la riduzione del divario di genere e il rafforzamento della presenza dei marittimi indiani sui mercati internazionali.
Durante l’evento è stato inoltre evidenziato il ruolo dell’industria cantieristica nazionale.
Il governo ha richiamato i risultati del Container Manufacturing Assistance Scheme, programma da 10.000 crore di rupie, nell’ambito del quale anche il gruppo Maersk ha effettuato ordini di container prodotti in India.
L’iniziativa dell’NSB si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della capacità marittima nazionale. L’obiettivo indicato dalla Maritime Amrit Kaal Vision 2047 è portare l’India tra i cinque principali Paesi armatori a livello mondiale, accompagnando l’espansione della capacità portuale e lo sviluppo della cantieristica con una maggiore presenza della flotta nazionale nei traffici internazionali.


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