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General Cargo, 1,93 milioni di dwt verso la demolizione

 



La flotta General Cargo si avvia verso un rinnovo graduale, con una pressione crescente sulle unità più anziane ma senza una vera e propria ondata di demolizioni. È il quadro delineato da Drewry nell'analisi dedicata alle prospettive del comparto, nel quale emerge come normative ambientali più stringenti, invecchiamento della flotta e cambiamenti nelle esigenze di trasporto stiano spingendo gli armatori verso navi più efficienti e versatili. 
Nei prossimi 12 mesi, secondo le stime, potrebbero essere demolite complessivamente 1,93 milioni di dwt. La pressione maggiore riguarda il segmento compreso tra 5.000 e 10.000 dwt, che presenta la più elevata probabilità di incremento delle demolizioni nei prossimi 12 mesi. Le navi tra 10.000 e 20.000 dwt risultano invece meno esposte, anche perché rappresentano la fascia mediamente più giovane, con un'età di circa 15 anni. 
L'età costituisce un indicatore importante, ma non è sufficiente da sola a determinare l'uscita dal mercato. Quelle con 25 anni o più presentano una maggiore probabilità di demolizione, ma la loro permanenza in flotta continua a dipendere dai livelli dei noli, dai costi di adeguamento alle normative e dalla disponibilità di impiego. Il comportamento degli armatori varia inoltre in funzione del ciclo di mercato. In presenza di noli elevati, le navi tendono a rimanere operative più a lungo, mentre in una fase debole le unità più anziane sono sottoposte a maggiore pressione. Anche in questo caso, però, la demolizione non è necessariamente la prima soluzione: una nave può essere destinata ad altri traffici, posta in disarmo o ceduta a mercati secondari. 
La selezione degli investimenti tende a favorire le navi più flessibili, capaci di movimentare breakbulk, project cargo e heavy lift. L'attuale orderbook comprende un numero limitato di navi di maggiori dimensioni destinate principalmente a sostituire tonnellaggio esistente, più che ad ampliare la flotta. Il rinnovo dovrebbe quindi procedere per fasi, con l'uscita progressiva delle unità più vecchie e piccole. Le nuove navi di maggiore capacità dovrebbero inoltre essere destinate a specifici trade, limitando la sovrapposizione con la flotta esistente. 
Nel complesso, Drewry prevede che le unità più anziane continueranno a trovare impiego nei traffici regionali e nei mercati a minore redditività, mantenendo una composizione della flotta caratterizzata dalla presenza contemporanea di navi di generazioni differenti. 
Il risultato atteso è una transizione graduale, caratterizzata da investimenti selettivi, maggiore efficienza e un equilibrio domanda-offerta nel complesso stabile. La demolizione resterà un fattore di rinnovo, ma la scelta di inviare una nave al riciclo continuerà a dipendere soprattutto dalla sua sostenibilità commerciale.
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