DB Cargo studia la logistica ferroviaria della CO₂
La CO₂ catturata dalle industrie tedesche potrà essere trasportata per ferrovia fino a Wilhelmshaven, dove sarà destinato all'esportazione via nave verso siti di stoccaggio geologico offshore. È il risultato di uno studio di fattibilità condotto da DB Cargo insieme a DB InfraGO, HES International e Harbour Energy.
L'analisi ha esaminato la rete ferroviaria tedesca e i requisiti logistici di 11 aziende industriali, prendendo in considerazione linee principali, nodi, condizioni specifiche dei singoli stabilimenti e possibili colli di bottiglia.
Secondo il modello elaborato da DB Cargo, il trasporto ferroviario della CO₂ liquefatta è tecnicamente e operativamente fattibile. Entro il 2030 potrebbero circolare circa 11 treni al giorno per direzione tra gli impianti industriali e il terminale. Con l'aumento dei volumi catturati, il traffico potrebbe raggiungere fino a 17 treni al giorno per direzione nel 2033.
L’anidride carbonica sarà trasportata allo stato liquefatto criogenico mediante carri cisterna appositamente isolati. I flussi richiederanno procedure per le merci pericolose, monitoraggio continuo dei trasporti e specifici sistemi di emergenza, considerando le esigenze di controllo lungo l'intera catena, dal punto di cattura fino al terminale di esportazione.
Per i collegamenti che comprendono tratte elettrificate e non elettrificate potranno essere impiegate locomotive bimodali, mentre sulle sezioni prive di trazione elettrica potrà essere utilizzato, dove appropriato, HVO (olio vegetale idrotrattato). La soluzione consentirebbe di gestire collegamenti provenienti da stabilimenti con caratteristiche infrastrutturali differenti senza richiedere l'elettrificazione integrale delle singole origini.
A Wilhelmshaven, HES International sta sviluppando l'attuale terminale nell'ambito del progetto CO₂nnectNow, destinato a diventare un hub per l'esportazione del carbonio catturato. Il CO₂ arrivato per ferrovia sarà stoccato temporaneamente prima di essere trasferito sulle navi e trasportato verso siti di stoccaggio geologico offshore, compresa la capacità in sviluppo da parte di Harbour Energy.
La soluzione ferroviaria consentirebbe di collegare stabilimenti industriali distribuiti sul territorio alla rete costiera senza dover realizzare una pipeline dedicata per ciascun sito. Il tema riguarda in particolare settori come cemento, calce e termovalorizzazione, nei quali gli impianti sono spesso lontani dalle infrastrutture necessarie per il successivo trasporto e stoccaggio del carbonio.
Per la fattibilità commerciale diventano quindi determinanti l'accesso alla rete, la disponibilità di tracce ferroviarie, la capacità dei raccordi e quella del terminale. A questi elementi si aggiungono la disponibilità delle locomotive e dei carri, i cicli di rotazione e manutenzione, la pianificazione degli equipaggi e la gestione degli slot terminalistici.
Il traffico previsto comporterebbe inoltre un flusso di ritorno dei carri vuoti. Con 11 treni carichi al giorno verso Wilhelmshaven sarebbe quindi necessario organizzare una corrispondente capacità di rientro delle attrezzature. Con 17 treni per direzione nel 2033, il nuovo traffico rappresenterebbe un flusso significativo sulla rete ferroviaria tedesca, in concorrenza per le tracce con i traffici automotive, chimici, intermodali, delle costruzioni e delle rinfuse.
Anche il terminale dovrà garantire un adeguato equilibrio tra arrivi ferroviari, stoccaggio temporaneo e partenze marittime. Eventuali ritardi delle navi o indisponibilità temporanee della capacità di stoccaggio offshore potrebbero infatti ridurre lo spazio disponibile per il CO₂ in arrivo dalla ferrovia, trasferendo le criticità della fase marittima e terminalistica a monte della catena logistica.







