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Porti container, la geopolitica cambia la top 30

 


La crisi nel Medio Oriente e le modifiche alle reti dei vettori stanno ridisegnando la classifica dei principali porti container mondiali. Al giro di boa del 2026, secondo i dati di Alphaliner, il porto di Jebel Ali a Dubai è scivolato dal decimo al 32° posto della top 30 globale, dopo aver registrato un forte calo dei volumi nella prima metà dell’anno. 
Secondo l’analisi dei traffici dei primi 30 porti mondiali, l’impatto della crisi geopolitica si è riflesso in particolare sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. La quasi completa interruzione del traffico marittimo da marzo e la successiva riapertura parziale e instabile a giugno hanno determinato un crollo dei volumi movimentati da Jebel Ali. 
Nel secondo trimestre il porto di Dubai ha gestito appena 374.000 TEU, con una contrazione superiore al 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo il calo del 23% già registrato nel primo trimestre, nei primi sei mesi del 2026 Jebel Ali ha movimentato complessivamente 3,14 milioni di TEU, contro i 7,77 milioni dello stesso periodo del 2025. 
Il ridimensionamento dei traffici riflette l’impatto delle modifiche alle reti dei servizi marittimi adottate dai carrier in risposta alla situazione nel Medio Oriente. 
Anche il Khalifa Seaport di Abu Dhabi ha registrato una significativa contrazione. L’operatore AD Ports non ha diffuso dati ufficiali sul traffico container dello scalo, ma sulla base dei risultati complessivi del gruppo i volumi sarebbero diminuiti di almeno il 50%. Khalifa Seaport è così uscito anche dalla top 50, dopo aver occupato nel precedente ranking la 32ª posizione. Il risultato segna un netto cambio di tendenza rispetto al 2025, quando lo scalo aveva registrato una crescita dei volumi del 21,4% su base annua, avvicinandosi alla top 30 e contendendo una posizione a Lianyungang. 
L’andamento dei porti del Golfo evidenzia così come la configurazione delle reti container e la distribuzione dei volumi possano risentire rapidamente delle crisi sulle principali rotte marittime. A incidere sul mercato globale nel primo semestre sono state inoltre le reazioni degli spedizionieri alla politica tariffaria degli Stati Uniti, che hanno contribuito a modificare flussi commerciali e scelte di instradamento.
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