Pesca UE, più fondi per la transizione energetica
La Commissione europea ha proposto una modifica mirata del regolamento del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) per semplificare l’accesso ai finanziamenti e rendere più flessibili gli interventi a sostegno di pescatori e produttori dell’acquacoltura. La proposta interviene in particolare sulla transizione energetica della flotta, sul ricambio generazionale, sulla piccola pesca e sulle misure di arresto delle attività.
Sul fronte della flotta, il progetto modifica le regole per la sostituzione e l’ammodernamento dei motori e introduce nuove definizioni di “transizione energetica” e “progetti pilota”, con l’obiettivo di fornire maggiore certezza giuridica e facilitare la sperimentazione di nuove tecnologie. Il sostegno potrà riguardare anche progetti pilota e di ricerca e investimenti nei porti e nelle infrastrutture funzionali alla transizione energetica del settore.
La proposta prevede inoltre due nuovi strumenti di finanziamento. Il primo riguarda l’arresto temporaneo delle attività per attenuare l’impatto socioeconomico sui pescatori in caso di una riduzione di almeno il 40% delle possibilità di pesca assegnate all’operatore. Il secondo è destinato alla piccola pesca costiera, con l’obiettivo di sostenere la continuità delle attività e favorire la diversificazione delle fonti di reddito.
Per le misure relative alla flotta e all’arresto permanente, la Commissione propone di aumentare dal 15% al 30% il limite della dotazione che ciascuno Stato membro può destinare a questi interventi. Per l’arresto temporaneo verrebbe invece eliminato il limite di bilancio. La proposta comprende anche un rafforzamento degli aiuti al ricambio generazionale, attraverso una maggiore intensità degli aiuti per i giovani pescatori e la rimozione di alcuni ostacoli al trasferimento della proprietà delle imprese.
Un ulteriore capitolo riguarda la tutela ambientale. Il nuovo quadro dovrebbe incoraggiare il sostegno alla progettazione, allo sviluppo e all’attuazione collettiva di strategie nazionali per le aree marine protette e le zone di restrizione della pesca, oltre alla gestione di queste aree e allo sviluppo di sistemi di cogestione della pesca. La proposta passa ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea secondo la procedura legislativa ordinaria.






