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Eolico, proteste per i fondi dimezzati ai porti


 

Il dimezzamento dei fondi destinati ai porti di Taranto e Augusta per lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore ha provocato reazioni nei due territori. Le risorse complessive passano da oltre 78 milioni a 38,3 milioni di euro: per Taranto lo stanziamento scende da 28,5 a 13,94 milioni, mentre per Augusta passa da 49,8 a 24,359 milioni. 
La riduzione riguarda i finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica destinati agli investimenti infrastrutturali nei due scali, individuati come hub nazionali per lo sviluppo della filiera degli impianti eolici galleggianti in mare. La rimodulazione è stata comunicata alle Autorità di Sistema Portuale competenti e sarebbe legata ai tagli ai capitoli di spesa del Ministero. 
Taranto e Augusta erano stati individuati come hub nazionali dal decreto-legge 181 del 9 dicembre 2023, relativo alle misure per lo sviluppo della filiera degli impianti eolici galleggianti in mare, e dal successivo decreto interministeriale del 4 luglio 2025, adottato per dare attuazione alla norma. Le risorse erano destinate a sostenere gli interventi infrastrutturali necessari alle attività di realizzazione, assemblaggio e gestione dei componenti degli impianti offshore. 
A Taranto la riduzione dello stanziamento è stata contestata dalla locale Confindustria. Il presidente Salvatore Toma ha chiesto il reintegro delle risorse e un loro ulteriore potenziamento, collegando lo sviluppo dell’eolico offshore alle prospettive di riconversione industriale del territorio, agli investimenti nella filiera, alle attività di assemblaggio e manutenzione, alla formazione e alla creazione di nuova occupazione, anche per i lavoratori dell’ex Ilva. 
“Non possiamo che esprimere forte preoccupazione e allarme per la decisione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di ridurre drasticamente le risorse destinate agli investimenti per lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore nei porti”, ha dichiarato. “È una decisione che ci lascia a dir poco perplessi perché arriva in un momento particolarmente delicato per Taranto e appare difficilmente comprensibile”. 
Per Toma, l’eolico offshore può rappresentare una direttrice della riconversione industriale, con investimenti, assemblaggio e manutenzione, formazione e nuova occupazione, anche per i lavoratori dell’ex Ilva. “Ci auguriamo – conclude  – che si tratti di una rimodulazione temporanea e che le risorse possano essere integralmente reintegrate, prevedendo anche un ulteriore potenziamento, con la prossima legge di bilancio”. 
La doccia fredda arrivata dal MASE arriva in un contesto di critiche già espresso da Confapi Taranto e dall’associazione AERO sui ritardi nell’attivare le risorse per realizzare i cantieri portuali e logistici previsti sul territorio pugliese. 
Reazioni contro la misura sono arrivate anche dai sindaci di Taranto, Piero Bitetti, e di Augusta, Giuseppe Di Mare che ha sollecitatto il mantenimento dell’impegno assunto su un progetto considerato strategico a livello nazionale.
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