Grimaldi prepara il prossimo ciclo di investimenti
Con il completamento di un ciclo di investimenti in nuove unità da 3 miliardi il Gruppo Grimaldi si prepara a un ulteriore piano di costruzioni navali orientato in particolare a mezzi multipurpose e ConRo e potrebbe valere tra 2 e 3 miliardi di euro per un valore complessivo di 2-3 miliardi. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Emanuele Grimaldi a margine della XXVII Euromed Convention “From Land to Sea”, svoltasi al Forte Village in Sardegna.
Le trattative dei nuovi ordini sono vincolate alla disponibilità di slot presso i cantieri con tempi di progettazione e sviluppo delle soluzioni tecniche che potrebbero fissare le consegne dopo il 2030. Il Gruppo prevede comunque di arrivare alle firme dei nuovi contratti già entro la fine dell’anno.
Sul fronte della flotta, negli ultimi 24 mesi Grimaldi ha preso in consegna 14 Pure Car & Truck Carrier (PCTC) ammonia-ready, predisposte per un futuro utilizzo dell’ammoniaca come carburante. Entro aprile 2027 le unità di questo tipo in flotta dovrebbero salire a 17. Le più recenti possono trasportare fino a 9.800 CEU e sono progettate per combinare capacità di carico e riduzione dei consumi per unità trasportata.
Il piano comprende inoltre nove navi ropax, per un investimento indicato in 1,5 miliardi di dollari, con ingresso in flotta previsto tra il 2028 e il 2030. Secondo quanto illustrato da Grimaldi, le nuove unità consentiranno una riduzione del 50% delle emissioni di CO2 per unità di carico rispetto alle navi attualmente impiegate e saranno predisposte all’utilizzo del metanolo come carburante alternativo.
Parallelamente allo sviluppo della flotta, il gruppo ha ampliato negli ultimi due anni il network dei collegamenti marittimi con l’Asia. Grimaldi ha indicato 30 navi impiegate nei servizi regolari tra l’Asia e gli altri continenti, con il consolidamento delle linee verso Europa e Africa, l’apertura di collegamenti verso America Latina e Oceania e un nuovo servizio tra Cina e Filippine.
Nel corso della Convention che ha riunito oltre 700 operatori dello shipping, dei trasporti, della portualità , dell’automotive e della finanzasi è discusso decarbonizzazione, trasformazioni geopolitiche nel Mediterraneo e sviluppo della logistica automotive.
Nel panel dedicato alla transizione dello shipping sono stati affrontati gli effetti della strategia dell’International Maritime Organization (IMO) sulla riduzione delle emissioni, insieme allo sviluppo di nuovi carburanti, all’elettrificazione delle banchine, all’impiego dell’intelligenza artificiale e all’evoluzione del quadro regolatorio. Il confronto sulla dimensione geopolitica ha invece riguardato la sicurezza dei principali choke point, tra cui Canale di Suez e Stretto di Hormuz, e le conseguenze sui flussi commerciali e sulla riorganizzazione delle rotte mediterranee.
L’ultimo panel è stato dedicato al trasporto marittimo di veicoli e ai comparti car carrier e ro-ro, con attenzione alla riconfigurazione dei flussi e della capacità di stiva, al trasporto di veicoli elettrici e alla gestione delle batterie al litio, oltre che all’integrazione tra navi, terminal portuali e collegamenti terrestri.






