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Paroli: "rotte e traffici sotto pressione"

 


“Sono più preoccupato della permanenza di una situazione di crisi che non degli effetti che la crisi ha sino ad oggi comportato. In termini numerici, ritengo che la crisi non abbia scalfito il nostro sistema, che ha mantenuto una sua solidità sostanziale, frutto anche della caratteristica di tutti i nostri porti. Abbiamo in Italia porti multipurpose che riescono, con grande elasticità, a compensare le crisi di settore su una tipologia merceologica”. È quanto sottolineato dal presidente dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, intervenuto nel panel “Geoeconomic & Geopolitical Challenges for Maritime Transport in the Med Area”, dedicato agli effetti delle dinamiche geopolitiche e geoeconomiche sulle rotte e sui traffici nel Mediterraneo, nell’ambito della XXVII Euromed Convention “From Land to Sea”, organizzata dal Gruppo Grimaldi. 
Paroli ha distinto le conseguenze della crisi del Mar Rosso, iniziata nel 2023, da quelle legate alla più recente situazione di criticità nell’area dello Stretto di Hormuz. La prima ha avuto ripercussioni complessivamente contenute sui traffici di Genova, Savona e Vado Ligure. Nei primi sei mesi del 2026, invece, i dati mostrano una contrazione intorno al 10% dell’export containerizzato verso il Medio Oriente e una riduzione di circa il 4% delle importazioni di greggio dalla stessa area. 
Un ulteriore elemento affrontato riguarda le possibili modifiche alle direttrici del commercio marittimo. L’incremento dei costi del carburante e delle coperture assicurative sta portando le compagnie a rivalutare il ricorso alla circumnavigazione dell’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza. Un eventuale consolidamento di questa soluzione potrebbe incidere sul ruolo del Mediterraneo nei collegamenti con i mercati dell’Europa centrale e meridionale, a vantaggio dei porti del Northern Range. 
Nel corso dell’intervento è stata inoltre richiamata la necessità di monitorare l’evoluzione degli scenari geopolitici e le conseguenze sulle grandi direttrici del commercio internazionale. Paroli ha evidenziato anche le criticità che interessano gli scali del Nord Europa, legate alla congestione e agli effetti dei cambiamenti climatici sulla navigabilità delle principali vie fluviali.
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