Navi cinesi, richiesta una proroga dei dazi USA
L’International Chamber of Shipping (ICS) e altre 209 associazioni di categoria internazionali e statunitensi hanno chiesto all’U.S. Trade Representative (USTR) di estendere la sospensione delle Section 301 vessel fees applicate alle navi costruite in Cina o collegate alla Cina. La lettera, sottoscritta da operatori e utilizzatori del trasporto marittimo, è stata inviata all’USTR e condivisa con i Dipartimenti statunitensi di Commercio, Tesoro e Trasporti, oltre che con i principali staff delle Commissioni Finanze del Senato e Ways and Means della Camera dei Rappresentanti.
La sospensione delle tariffe era stata introdotta dall’USTR per un anno a partire dal 10 novembre 2025, dopo l’intesa con la Cina annunciata nel novembre dello stesso anno, e dovrebbe terminare il 9 novembre 2026. Le associazioni chiedono che il provvedimento venga prorogato nuovamente in occasione del summit tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.
Nella lettera, gli operatori riconoscono gli interventi dell’USTR sulle pratiche considerate sleali nei settori marittimo, logistico e della cantieristica navale e indicano il rafforzamento della capacità e della resilienza marittima statunitense come un obiettivo nazionale. Al tempo stesso, sottolineano le ricadute che la reintroduzione delle tariffe potrebbe avere sulle imprese statunitensi che utilizzano il trasporto oceanico per l’importazione e l’esportazione delle merci.
Secondo i firmatari, le supply chain statunitensi continuano a operare in condizioni di pressione, tra costi di trasporto elevati, variazioni della capacità dei vettori, disponibilità delle attrezzature, vincoli delle reti portuali e terrestri e maggiore incertezza sulle rotte commerciali internazionali. A questi elementi si aggiungono i costi sostenuti per trasporto marittimo, autotrasporto, magazzinaggio, assicurazione e gestione delle scorte.
La ripresa delle vessel fees, sostengono le associazioni, introdurrebbe un ulteriore elemento di costo in un sistema di trasporto già sottoposto a pressione.
La questione, secondo la lettera, non riguarderebbe soltanto un numero limitato di operatori. La presenza di navi costruite in Cina in una quota significativa della capacità globale dei vettori marittimi potrebbe infatti riflettersi sulle reti di navigazione, sulle decisioni relative all’impiego delle navi e sui costi sostenuti dalle imprese che dispongono di un controllo limitato sull’origine costruttiva, sulla proprietà o sulla gestione delle unità utilizzate per trasportare le proprie merci.
La lettera affronta anche il tema della politica industriale. Dopo quasi un anno di sospensione, i firmatari sostengono che le vessel fees, da sole, non costituiscano una strategia per ricostruire la cantieristica navale statunitense. Tra le criticità strutturali vengono indicate la limitata capacità produttiva nazionale, i vincoli relativi alla forza lavoro e la carenza di alternative competitive rispetto alla cantieristica cinese.
L’estensione del provvedimento, secondo le associazioni, consentirebbe quindi ai decisori politici di disporre di ulteriore tempo per definire interventi di lungo periodo a sostegno della competitività marittima statunitense senza introdurre nell’immediato nuovi costi per imprese, esportatori e consumatori. Nella lettera viene inoltre indicata la possibilità per l’USTR di proseguire il confronto con la Cina, coordinarsi con alleati e partner e sviluppare politiche per ampliare la capacità cantieristica e marittima degli Stati Uniti.
I firmatari chiedono infine una strategia dedicata alla rivitalizzazione della cantieristica nazionale, sostenuta da investimenti continuativi, leadership e un impegno di lungo periodo dei settori pubblico e privato. La richiesta riguarda in particolare la possibilità di rafforzare l’industria domestica senza ricorrere a un port fee sulle navi costruite in Cina e acquistate anni fa.
L’obiettivo indicato nella lettera è conciliare il rafforzamento della capacità marittima statunitense con la disponibilità di servizi di trasporto internazionali affidabili e accessibili per le imprese che operano sui mercati globali.






