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Grendi-Perioli, nuovi traffici da Carrara


 

A un anno dall’ingresso del Gruppo Grendi nel capitale di Dario Perioli S.p.A., con l’acquisizione del 70%, i primi risultati dell’integrazione si concentrano a Marina di Carrara, dove le due società operano con due terminal e hanno ampliato l’offerta verso il Nord Africa. Nel 2026 sono stati avviati nuovi collegamenti con Algeria e Tunisia, mentre l’integrazione delle reti commerciali ha consentito di combinare servizi terminalistici, marittimi, logistici e doganali. 
Il Gruppo Grendi opera a Marina di Carrara con il proprio terminal, base delle linee ro-ro per la Sardegna, e con MDC Terminal, gestito da Dario Perioli. L’integrazione mette in comune le linee marittime ro-ro, la rete logistica e il terminal di Grendi con i servizi terminalistici, l’agenzia marittima, le spedizioni, la dogana e i collegamenti regolari con il Nord Africa di Dario Perioli. Le strutture commerciali seguono congiuntamente le richieste che coinvolgono più servizi, consentendo ai clienti delle due società di accedere all’intera rete. 
Sul fronte dei collegamenti, da gennaio 2026 è operativo con maggiore regolarità il servizio ro-ro tra Marina di Carrara e il porto algerino di Djen Djen, sviluppato da Dario Perioli, CNAN Med e Grendi. La linea ha cadenza mensile, trasporta merce rotabile e unitizzata e comprende assistenza doganale e logistica. Da Marina di Carrara proseguono inoltre le rotazioni container e multipurpose di CNAN Med verso i porti algerini. 
In Tunisia, l’integrazione ha aggiunto un collegamento per Radès, il porto di Tunisi, con partenza da Marina di Carrara e passaggio da Cagliari, dove Grendi assicura collegamenti giornalieri con la Sardegna e una partenza settimanale verso Radès. Il servizio si affianca ai collegamenti diretti di Sahel Line per Sousse e Sfax. 
L’offerta comprende anche le attività a monte e a valle del trasporto marittimo: movimentazione nei terminal, agenzia marittima, spedizioni, dogana e prosecuzione della merce attraverso la rete logistica di Grendi. 
I primi dati confermano la crescita dei traffici nello scalo apuano. Secondo l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, nel primo semestre 2026 Marina di Carrara ha movimentato oltre 2,5 milioni di tonnellate di merce, il 16,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le unità ro-ro sono cresciute del 21,6% e i container del 18,9%. Nello stesso periodo MDC Terminal ha movimentato circa 350.000 tonnellate di merce varia, con una crescita del 6%, e circa 7.000 TEU destinati ad Algeria e Tunisia. 
Lo sviluppo delle attività si inserisce negli interventi avviati dall’AdSP sullo scalo, tra cui il nuovo ponte ferroviario sul Carrione, posato a maggio 2026 nell’ambito della riqualificazione del waterfront, il dragaggio del canale di accesso, l’allungamento della banchina Taliercio, la nuova palazzina servizi e la riprofilatura del molo di sottoflutto. 
"Quando abbiamo firmato l'accordo con il Gruppo Grendi, il potenziale era chiaro sulla carta: due aziende con valori comuni e competenze e servizi complementari, presenti nello stesso porto, con clienti e rotte che potevano sommarsi", dichiara Michele Giromini, Amministratore Delegato del Gruppo Dario Perioli. "Dopo un anno possiamo dire che quelle attese si sono avverate e non sono rimaste potenziali. Abbiamo aperto nuove linee verso l'Algeria e la Tunisia, le nostre persone iniziano a lavorare insieme su diversi progetti e processi e i clienti hanno una estensione geografica delle soluzioni con unico riferimento integrato per tutta la spedizione, dal porto di partenza alla consegna finale. Il fatto che possiamo gestire i nostri terminal in funzione delle esigenze delle linee e della merce ci permette di costruire servizi su misura per ogni cliente valorizzando entrambi i brand che sono un patrimonio con oltre 300 anni di storia sommata insieme". 
"Marina di Carrara è il centro della nostra strategia", aggiunge Giromini. "Dario Perioli lavora sia qui sia alla Spezia e vediamo che l'integrazione tra i due scali funziona. L'Autorità di Sistema considera entrambi i porti meritevoli di sviluppo e lo dimostra con interventi concreti, per migliorarne la potenzialità e capacità operativa a terra e in banchina. Da sottolineare l’impegno dell’Ente nel seguire tutti i complessi passaggi previsti dall’iter per giungere all’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale. Ora occorre che il piano, che sostituirà quello del 1981, venga approvato in tempi brevi. Chi investe nel porto ha bisogno di regole certe per programmare traffici, mezzi e occupazione". 
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