Kribi nuovo hub per il settore capesize?
Un nuovo corridoio ferroviario potrebbe collegare i giacimenti di minerale di ferro della Repubblica Centrafricana al porto camerunense di Kribi, creando una nuova direttrice di esportazione verso i mercati internazionali. È quanto evidenzia un approfondimento di Drewry a commento del progetto di A&S Resources, società attiva nello sviluppo di asset minerari nella Repubblica Centrafricana, per una linea ferroviaria di circa 1.350 chilometri, con una capacità iniziale prevista di 250mila tonnellate al giorno, pari a circa 91 milioni di tonnellate annue.
La Repubblica Centrafricana non dispone di accesso diretto al mare e le proprie risorse minerarie sono rimaste in larga parte prive di collegamenti con i mercati internazionali. Il progetto ferroviario consentirebbe di connettere gli asset minerari della società con Kribi, sulla costa del Camerun, creando una nuova rotta per l’esportazione di minerale di ferro e altri minerali.
Secondo quanto riportato da Drewry A&S Resources avrebbe ottenuto 6 miliardi di dollari da un istituto finanziario indiano per lo sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria, la cui realizzazione potrebbe essere affidata a una società cinese. L’annuncio segue gli accordi sottoscritti dalla società nel febbraio 2026 per lo sviluppo delle miniere, la costruzione della ferrovia e le attività logistiche legate agli accordi di offtake.
I giacimenti di Bakala/Topa e Bogoin sono stimati dalla società in oltre 20 miliardi di tonnellate di minerale di ferro prevalentemente di alta qualità . Si tratta tuttavia di una stima aziendale non ancora verificata pubblicamente. A&S Resources ha inoltre individuato rame, terre rare e altri minerali strategici, che potrebbero ampliare le tipologie di traffico associate al nuovo corridoio.
La capacità della ferrovia potrebbe successivamente essere portata a 300mila tonnellate giornaliere, equivalenti a quasi 110 milioni di tonnellate annue. Per sostenere questi volumi sarebbe necessario anche un ampliamento della capacità di movimentazione del porto di Kribi.
Le esportazioni di minerale di ferro dalla regione non sono previste prima dei primi anni Trenta, considerata la fase ancora iniziale delle attività di esplorazione. Qualora il progetto raggiungesse la capacità ipotizzata, il corridoio potrebbe generare nuova domanda per il trasporto marittimo dry bulk.
“Una movimentazione di circa 100 milioni di tonnellate annue potrebbe sostenere l’impiego di 70-80 navi Capesize aggiuntive, con una domanda di trasporto marittimo stimata equivalente a circa il 5% di quella generata dal commercio mondiale di minerale di ferro nel 2025,” prevede Rahul Sharan, Deputy Director, Dry Bulk del Centro Studi UK.
La Cina è indicata come probabile destinazione di una quota significativa dei volumi. Nel 2025 le importazioni cinesi di minerale di ferro hanno raggiunto circa 1,3 miliardi di tonnellate. Anche l’India potrebbe rappresentare un mercato di sbocco in crescita: le importazioni indiane hanno superato i 12 milioni di tonnellate nel 2025, mentre gli obiettivi di produzione siderurgica fissati per il 2030-31 potrebbero incrementare la domanda di minerale importato.
Una distribuzione dei circa 100 milioni di tonnellate annue tra Cina e India potrebbe modificare la composizione delle fonti di approvvigionamento dei due mercati, riducendo la dipendenza dal minerale australiano. Secondo le stime riportate, “la diversificazione potrebbe generare oltre 500 miliardi di tonne-miles aggiuntive di domanda di trasporto marittimo e sostenere circa 70-80 ulteriori navi Capesize all’anno entro la fine degli anni Trenta”.






